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U.O. DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La Casa di Cura Poggio Sereno, operante nel territorio in  campo psichiatrico da più di settant’anni, già dal 2000 ha attivato al suo interno un Servizio di Psicologia e Psicoterapia a orientamento cognitivo-comportamentale, coordinato dal prof. Davide Dèttore, professore associato di Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Firenze. Tale Servizio sempre dal 2000 è stato implementato con il Progetto Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), mirato al trattamento, secondo le modalità proprie della psicoterapia cognitivo-comportamentale (ritenuta a livello scientifico internazionale la più elettiva e specifica per tale tipo di disturbo), del DOC grave e resistente in regime di ricovero e con modalità intensiva. Tale Progetto, condotto in stretta collaborazione con l'Istituto Miller e con lo Studio Coradeschi, che da anni operano e cooperano nel campo della salute mentale e che hanno implementato con la Casa di Cura Poggio Sereno un Piano Collaborativo mirato a fondere maggiormente le proprie risorse al fine di offrire una più vasta gamma di risorse e possibilità di intervento specifico e specializzato, costituisce una possibilità trattamentale quasi unica in Italia e ha preso in carico ormai decine di pazienti provenienti da ogni parte del Paese.

Di seguito vengono riportate informazioni dettagliate sui protocolli di trattamento per le varie tipologie di disturbo:

 

 

FOBIA SOCIALE

 

  • Cos’è la fobia sociale?

La fobia sociale è la paura di essere osservati, di essere giudicati o di essere al centro dell’attenzione. In particolare chi soffre di questo disturbo quando si trova in relazione con il prossimo( ad esempio parlare con una persona del sesso opposto oppure ad un gruppo di persone, sostenere un esame, bere o mangiare di fronte ad altri, partecipare ad una festa, camminare tra la folla ecc..) teme di poter essere visto come strano, goffo, pieno di difetti, fisici o mentali. Per questo motivo già prima di trovarsi in tali situazioni tende a provare forti reazioni di ansia (sudorazione eccessiva, tremori, bocca secca, rossore al volto) e di conseguenza progressivamente evita nei casi più gravi qualsiasi interazione sociale.

 

  • Quanto è diffusa?

Una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 4% ne soffre nel corso della vita.

 

  • Come si cura?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale di gruppo (in associazione o meno a farmaci serotoninergici)  è considerata attualmente il trattamento più efficace. Presso la casa di cura “Poggio Sereno” è possibile partecipare ad un protocollo intensivo della durata di 4 settimane con 3 incontri settimanali di gruppo(4-5 persone) al mattino, di 2 ore ciascuno.  L’aspetto peculiare del nostro programma è l’esecuzione  di esercizi terapeutici in cui mettere in pratica quanto appreso durante gli incontri sia nei pomeriggi seguenti ai gruppi sia nei due giorni feriali settimanali rimanenti. Al fine di ottimizzare l’apprendimento delle nuove conoscenze e tecniche, ad ogni partecipante verrà consegnato un piccolo manuale con cui seguire di pari passo gli incontri terapeutici.

La conduzione dei gruppi è affidata al Prof. Davide Déttore, professore Associato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze, , psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e al Dott. Davide Coradeschi, psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e dottore di ricerca in psicologia sociale e della personalità presso l’Università di Padova. ). L’impostazione e l’effettuazione di un eventuale  intervento farmacologico adeguato e personalizzato è affidata agli specialisti operanti all'interno della Casa di Cura.

 

Vediamo in dettaglio il programma terapeutico:

1.       Educazione sul disturbo (informazioni approfondite sui sintomi della fobia sociale, sulle cause, sulla terapia e sui risultati)

2.       La natura dell’ansia e obiettivi terapeutici personali (cos’è un attacco di panico, il ruolo dell’iperventilazione, relazione tra ansia e prestazioni, stabilire obiettivi)

3.       Tecniche di gestione dell’ansia (respirazione diaframmatica, rilassamento muscolare progressivo di Jacobson)

4.       Terapia cognitiva della fobia sociale (ABC cognitivo, identificazione, messa in discussione e ristrutturazione dei pensieri negativi che generano ansia, idee irrazionali)

5.       Esposizione graduale (principi dell’esposizione, costruzione di esercizi di esposizione graduale alle situazioni temute)

6.       Assertività (abilità di conversazione, difensive, gestione della critica, allenamento in gruppo tramite role-playing)

7.       Sintesi e discussione dei risultati ottenuti, programmazione della prosecuzione dell’intervento con un terapeuta cognitivo-comportamentale nel luogo di residenza.

8.       Incontri di controllo a 3, 6 e 12 mesi.

 

 

  DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

 

  • Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)?

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo caratterizzato dalla presenza di frequenti e ricorrenti pensieri, immagini o impulsi indesiderati, ovvero le ossessioni, e da comportamenti ripetitivi e ritualizzati, ovvero le compulsioni,  finalizzati a ridurre la paura o il disagio generato dalle ossessioni stesse.

Vediamo alcuni esempi di pensieri ossessivi e relative compulsioni: 1)  il dubbio(o la certezza) di aver toccato oggetti o persone ritenute sporche o portatrici di qualche tipo d’infezione o malattia (paura dei germi, delle feci o secrezioni corporee,dell’AIDS, dei cimiteri, delle sostanze radioattive, di prodotti per la pulizia, ecc..) che la persona cerca di contrastare con lunghi lavaggi di qualsiasi cosa possa esserne venuta a contatto (mani, braccia, vestiti, oggetti personali); 2) il dubbio ricorrente di non aver fatto bene determinate azioni ritenute importanti (paura di non aver chiuso bene il gas o spento le luci e poter essere responsabile di incendi ed esplosioni, ma anche timore di non aver guidato con attenzione ed aver investito qualcuno senza rendersene conto, o anche semplicemente di non aver svolto correttamente una mansione lavorativa) a cui la persona cerca di rispondere facendo innumerevoli controlli e ripetendo più volte la stessa azione; 3) altre frequenti forme di ossessioni sono quelle di natura religiosa (paura di pensare cose blasfeme, di dire o fare cose sconvenienti) seguite spesso da rituali mentali che rassicurano la persona sulla sua fede o sul fatto che quell’azione non verrà compiuta; quelle di natura sessuale (il dubbio di poter essere un pedofilo od un omosessuale), quelle di natura aggressiva (il timore di poter perdere il controllo e fare del male alle persone care), quelle di natura superstiziosa (il timore ad esempio che ad un proprio caro succeda un grave incidente se alcune azioni, gesti o frasi non vengono subito ripetute).

Tutti noi abbiamo avuto nel corso della vita uno o più di tali pensieri o comportamenti ma nel caso del disturbo ossessivo-compulsivo la loro frequenza e durata è tale da compromettere pesantemente la vita di un individuo gettandolo spesso in un pesante stato depressivo.

 

  • Quanto è diffuso?

Recenti studi indicano una percentuale del 2% della popolazione, perciò un problema meno raro di quanto si possa pensare.

 

  • Come si cura?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale in associazione alla terapia farmacologia  è considerata attualmente il trattamento più efficace. Presso la casa di cura “Poggio Sereno” è possibile partecipare ad un protocollo terapeutico intensivo della durata di 5 settimane durante le quali al paziente viene fornita una pressoché costante supervisione e sostegno nello svolgimento degli esercizi necessari a ridurre il disagio generato dalle ossessioni, il tempo impiegato nei rituali e il numero delle situazioni di vita evitate a causa del DOC.

La conduzione e la supervisione della terapia è affidata al Prof. Davide Déttore, professore Associato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze, , psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, autore di numerosi studi scientifici sul DOC, e al Dott. Davide Coradeschi, psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e dottore di ricerca in psicologia sociale e della personalità presso l’Università di Padova, socio fondatore dell’Associazione Italiana Disturbo Ossessivo-Compulsivo (AIDOC). L’impostazione e l’effettuazione di un intervento farmacologico adeguato e personalizzato è affidata agli specialisti operanti presso la Casa di Cura.

La terapia si basa essenzialmente sull’utilizzo di due tecniche comportamentali in associazione a strategie di natura cognitiva, vediamole più in dettaglio:

-      Esposizione graduale: il paziente viene aiutato e sostenuto nel confrontarsi ripetutamente con l’oggetto delle sue paure (ad esempio, venire a contatto con qualcosa ritenuto sporco o contaminato), seguendo con molta gradualità e delicatezza una gerarchia di situazioni progressivamente più difficili. Tale tecnica permette, da una parte di ottenere una sorta di desensibilizzazione nei confronti della situazione evitata (o affrontata con elevato disagio) che finirà così per generare un impulso sempre meno forte a mettere in atto le compulsioni ritenute necessarie, dall’altra di allenarsi in un ambiente protetto e motivante ad accettare quella dose di rischio necessaria ad affrontare la vita quotidiana.

-      Prevenzione della risposta: al fine di ottenere il pieno effetto dall’esposizione, terapeuta e paziente si accordano sul non mettere in atto la compulsione durante l’esposizione stessa (ad esempio, il paziente s’impegnerà con l’aiuto del personale a resistere all’impulso di andare a lavarsi); al termine della seduta verranno poi di volta in volta concordate le modalità attraverso le quali è consentito effettuare il comportamento compulsivo (ad esempio, viene stabilita una durata massima, oppure vengono concessi un numero di gettoni pari alle volte in cui è consentito fare il rituale ecc..). In questo modo il paziente ha modo di “disintossicarsi” gradualmente dalla dipendenza sviluppata nei confronti dei suoi comportamenti protettivi ritenuti necessari.

-      Ristrutturazione cognitiva: le tecniche cognitive verranno impiegate sia come strategie per motivare il paziente all’esposizione con prevenzione della risposta, sia per modificare alcune convinzioni ed atteggiamenti  irrazionali ritenuti cruciali nell’origine e nel mantenimento del disturbo. I principali sono la tendenza del paziente ad assumersi un eccessivo senso di responsabilità, l’intolleranza dell’incertezza e del rischio, il perfezionismo, la fusione tra pensiero e azione, la necessità di controllare costantemente il flusso dei pensieri.

-      Colloquio con i familiari e progetto di mantenimento-prosecuzione della terapia: l’ultima, ma probabilmente più importante parte della terapia, è finalizzata a fornire informazioni, sia sull’esito del trattamento, sia sulla gestione dei sintomi al ritorno a casa. E’ assolutamente necessario infatti, concordare la prosecuzione della terapia con un professionista cognitivo-comportamentale, che la struttura nei limiti del possibile si premurerà di individuare nel luogo di residenza. La maggior parte dei pazienti, anche coloro che hanno ottenuto buoni risultati dal ricovero, tende a ricadere in fretta se quanto appreso nelle 5 settimane non viene applicato al ritorno a casa con la supervisione di uno specialista. Il compito di quest ultimo sarà di aiutare anche i familiari a modificare quelle reazioni ai sintomi del proprio caro, ormai abituali, che possono non volendo essere causa del loro mantenimento.

-      Incontri di controllo: sono previsti incontri di controllo a 3, 6, 12 mesi.

 

  • Quali risultati si può ottenere?

 I risultati dell’applicazione del protocollo integrato di trattamento cognitivo-comportamentale e farmacologico residenziale presso la nostra Casa di Cura, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Quaderni Italiani di Psichiatria” (Melli, Smurra, Vannini, Dèttore, 2006). Le valutazioni sono state effettuate su 31 pazienti, 14 maschi e 10 femmine di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, affetti da Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). La durata media del DOC era di 10.6 anni ed il 39% dei pazienti presentava un concomitante Disturbo di Personalità. Allo scopo di valutare l’impatto della terapia sul disturbo, a tutti i partecipanti è stata somministrata, sia in fase di ricovero che al termine delle 5 settimane d’intervento,  la Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (Goodman et al., 1989), uno degli strumenti maggiormente utilizzati nel panorama internazionale per la quantificazione della sintomatologia ossessiva e compulsiva.

I risultati hanno mostrato alla dimissione, una riduzione media del 51% della frequenza dei pensieri intrusivi e del tempo impiegato quotidianamente nelle ritualizzazioni compulsive.

 

 

DISTURBO DI PANICO E AGORAFOBIA

 

  • Cos’è il panico e l’agorafobia?

Il panico è un’intensa ed improvvisa paura che si può manifestare con tachicardia, respiro difficoltoso, tremori, sudorazione, formicolio agli arti, giramento di testa, tensione muscolare, sensazione di essere fuori dalla realtà ecc.. Solitamente tali sintomi nelle loro fase acuta non durano più di 10-15 minuti, ma risultano così intensi da far credere alla persona che li esperimenta di stare per  svenire o peggio ancora di morire a causa di un ictus o di un infarto. Spesso il primo attacco è un fulmine a ciel sereno, ovvero è inaspettato, e proprio per questo una volta cessato induce l’individuo a temere che possa capitare di nuovo. Così accade che si cominci gradualmente ad evitare posti o situazioni dalle quali potrebbe risultare difficile o imbarazzante allontanarsi in caso di un attacco, sviluppando la cosiddetta agorafobia.

Mezzi pubblici, aeroplani, autostrade, luoghi chiusi o molto affollati sono le situazioni maggiormente temute. Col passare del tempo chi soffre di questo disturbo riduce grandemente la sua area di autonomia, divenendo spesso dipendente da una persona di fiducia o chiudendosi sempre di più verso l’esterno. Rinunciando, per paura a molte attività quotidiani un tempo fonte di soddisfazione, comincia infine a sviluppare una forte depressione.

 

  • Quanto è diffusa?

Ne soffre una percentuale compresa tra l’1% ed il 2%.

 

  • Come si cura?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale di gruppo (in associazione o meno a farmaci serotoninergici)  è considerata attualmente il trattamento più efficace. Presso la casa di cura “Poggio Sereno” è possibile partecipare ad un protocollo intensivo della durata di 4 settimane con 3 incontri settimanali di gruppo(4-5 persone) al mattino, di 2 ore ciascuno.  L’aspetto peculiare del nostro programma è l’esecuzione  di esercizi terapeutici in cui mettere in pratica quanto appreso durante gli incontri sia nei pomeriggi seguenti ai gruppi sia nei due giorni settimanali feriali rimanenti. Al fine di ottimizzare l’apprendimento delle nuove conoscenze e tecniche, ad ogni partecipante verrà consegnato un piccolo manuale con cui seguire di pari passo gli incontri terapeutici.

La conduzione dei gruppi è affidata al Prof. Davide Déttore, professore Associato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze, , psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e al Dott. Davide Coradeschi, psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e dottore di ricerca in psicologia sociale e della personalità presso l’Università di Padova. L’impostazione e l’effettuazione di un eventuale  intervento farmacologico adeguato e personalizzato, è affidata al Dott. Andrea Vannini, medico-psichiatra che da anni si occupa, sia all’interno della Casa di Cura che privatamente, del trattamento dei pazienti affetti da disturbi d’ansia.

 

Vediamo in dettaglio il programma terapeutico:

1.       Educazione sul disturbo (informazioni approfondite sui sintomi del panico, sulle cause, sulla terapia e sui risultati)

2.       La natura dell’ansia e obiettivi terapeutici personali (cos’è un attacco di panico, il ruolo dell’iperventilazione, relazione tra ansia e prestazioni, stabilire obiettivi)

3.       Tecniche di gestione dell’ansia (respirazione diaframmatica, rilassamento muscolare progressivo di Jacobson)

4.       Esposizione graduale (principi dell’esposizione, costruzione di esercizi di esposizione graduale alle situazioni temute)

5.       Terapia cognitiva (ABC cognitivo, identificazione, messa in discussione e ristrutturazione dei pensieri negativi che generano la cosiddetta paura della paura e  delle convinzioni irrazionali sul disturbo)

6.       Esposizione enterocettiva (generare e tollerare gradualmente le sensazioni di panico)

7.       Sintesi e discussione dei risultati ottenuti, programmazione della prosecuzione dell’intervento con un terapeuta cognitivo-comportamentale nel luogo di residenza.

8.       Incontri di controllo a 3, 6 e 12 mesi.

 

Come si può accedere al programma terapeutico?

 

La selezione dei pazienti che avviene sulla base dei risultati di un approfondito esame psicodiagnostico. Tale accertamento si svolge in regime di Day-Hospital e consiste di:

-          colloquio psicologico (al mattino)

-          colloquio psichiatrico (al mattino)

-          somministrazione batteria questionari psico-diagnostici (nel pomeriggio)

 

A seguito di tale iter verrà redatta una relazione conclusiva dei risultati completa d’indicazione terapeutica a favore di un ricovero, o di un percorso terapeutico alternativo.

Nel caso di un parere favorevole al trattamento presso la nostra struttura, i pazienti potranno optare per un ricovero (ad esempio nel caso di pazienti distanti dal luogo di residenza) o per la partecipazione alle giornate di terapia in regime di Day-Hospital con la possibilità quindi di tornare a domicilio o altra sistemazione al termine della giornata. Per alcune tipologie di DOC, verrà indicato comunque  come necessario il ricovero in stanza singola. Qualora la presenza di un accompagnatore, almeno nelle fasi di adattamento iniziale, non sia terapeuticamente controproducente viene data la possibilità a coloro che si ricoverano, di fruire della presenza di un proprio caro con il quale condividere la sistemazione in struttura.

Per informazioni sugli espletamenti burocratici e sui costi contattare la segreteria della struttura allo 05559138 attendendo l’intervento dell’operatore.

        NOTE IMPORTANTI PER IL RICOVERO:

·         Durante il ricovero non è possibile uscire dalla struttura se non accompagnati da familiari anche nei fine settimana. Ovviamente il paziente è libero di chiedere la dimissione volontaria e la sospensione della terapia in qualsiasi momento.

·         In considerazione del punto precedente e del fatto che oltre le circa 5 ore al giorno di terapia nei 5 giorni feriali, non vi sono altre attività strutturate, si suggerisce caldamente ai pazienti di organizzarsi portando con sé materiale di svago (libri, tv, computer, ecc..).

 

 

  • Riferimenti scientifici

 

Andrews, G, Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L, e Page, A. (2003). The Treatment of   Anxiety Disorders. Cambridge:        Cambridge University Press.

Dèttore, D. (2002). Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Caratteristiche cliniche e tecniche d'intervento. Milano: McGraw Hill.

Goodman, W.K., Price, L.K., Rassmussen, S.A., Mature, C., Delgado, P., Heninger, G.R., & Charney, D.S. (1989). The Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (Y-Bocs): Part I. Development, use, and reliability. Archives of General Psychiatry, 46, 1006-1011.

Melli, G., Smurra, R., Vannini, A., & Dèttore, D. (2006). Prove di efficacia del programma di trattamento residenziale per il disturbo ossessivo-compulsivo resistente. Quaderni Italiani di Psichiatria, 15, 68-76.